sabato 12 giugno 2010

Costituzione? Vecchia. E per svecchiarla un bisturi e un bavaglio.



“Governare tenendo conto della Costituzione è un inferno”.

Queste le parole del nostro premier, Silvio Berlusconi, pronunciate durante l’assemblea di Confartigianato.
Immediato l’appoggio del compagnone ministro per le riforme Umberto Bossi “La costituzione è datata, per questo la stiamo cambiando”, ha dichiarato ai microfoni dei cronisti in Transatlantico.

E così che giorno dopo giorno la nostra classe dirigente opera lo scempio della storia d’Italia, della democrazia (almeno di quel poco che è rimasto) e dei nostri diritti di cittadini.

sabato 22 maggio 2010

Sgomitare è da idioti.

Gli esseri umani vengono al mondo con poca roba in dotazione. Hanno abbondanti lacrime, pochi capelli, un cordone ombelicale (che dal momento in cui la testa viene fuori dal grembo materno non serve più a niente) e delle unghie troppo deboli per difendersi dalla vita. Troppo deboli anche per aggrapparsi alla vita stessa.

sabato 8 maggio 2010

Lo stecco e l'acqua.

Lei ha quattro anni e un vestito azzurro, i capelli sono castani e raccolti in una treccia scomposta, il colore degli occhi si fonde fino a perdersi con quello del vestito. Le ho dato i pennarelli per farla stare buona che oggi non ho voglia di giocare. 
Lei ha preso i miei trentasei pennarelli e ha disegnato un omino. Nel farlo ha compiuto il genocidio delle punte accompagnato dal suono stridulo del pennarello che soccombe sul foglio, sotto la pressione di un tratto troppo intenso. L’omino ha un corpo lungo lungo e una testa ovale e grande. Ha occhi verdi senza pupille e mani con sole tre dita. Sorride sotto un naso troppo grande. Ha piedi piccoli e braccia chilometriche e affusolate: è uno stecco.

Lei ha le mani di trentasei colori e l’omino è di trentasei colori e trentasei colori feriti, con le loro punte martoriate, giacciono sul mio tavolo. Alcuni rotolano giù fino al pavimento, come a voler comunicare a tutti che adesso sono inutili davvero, perciò la faranno finita.

“Dobbiamo pulire le tue mani, piccola”.

Prendo un batuffolo di cotone, lo inzuppo d’acqua. La sua pelle torna pelle bianca di bambina.

Mi regala l’omino, lo stecco. “Per te” -dice- e mentre lo fa arrossisce. Poi va via.

Lei ha quattro anni, io ventisette: non abbiamo niente in comune se non il fatto che crediamo che gli uomini siano stecchi e che i pasticci vadano via con l’acqua.


Silvia. 8 maggio 2010.

mercoledì 28 aprile 2010

Vortici di Vita.

L’inerzia va fortissimo. La gente proclama cambiamenti e rivoluzioni salvo poi rimanere uguale a se stessa. Del resto lasciar intendere che si è pronti a provvedere pare renda più interessanti. Sbandierare la bandiera del cambiamento possibile e piantarla in territorio nuovo ti fa sembrare un conquistatore. Ti fa sembrare uno in grado di ridefinirsi, riprogettarsi, una, cento, mille volte. Vuoi mettere col dichiarare d’avere una deficienza? Vuoi mettere con la noia di cucirsi addosso una mancanza? Vuoi mettere col dolore di tamponare un ferita narcisistica con l’alcol?


E intanto le ore passano e noi con loro e con loro le ere. E certa gente sarà sempre in grado di riconoscersi allo specchio.

Io invece la mattina ho bisogno di guardarmi bene bene per riconoscermi. E’ il prezzo da pagare se ci si vuole sovvertire.

Eh si, l’inerzia va fortissimo: i corpi vecchi sono meglio dei nuovi, le vecchie idee meglio delle nuove, la stasi meglio del dinamismo. Il rischio è pericolo e mai possibilità. Le rivoluzioni interiori sono solo proclami e i volti degli inermi sono solo smorfie risolute, sono maschere di cartapesta immobili e grottesche.

Io non amo l’inerzia. Io sono per i Vortici di Vita.

Silvia. 28/04/2010

mercoledì 21 aprile 2010

Lo Strappo.

Cos’è quel colore che hai negli occhi?

Non è un colore, sai. E’ uno strappo.

Di cielo?

No, di morte.

Dormi con me, stanotte. Resta ancora qui, bevi ancora un altro po’ di vino. Ubriacati pure, se ti va.

Di vino? Di te?

Di quello che ti pare, ma resta ancora un po’. Resta.

Ho sonno.

Allora dormi, bambina. Ricuci lo strappo degli occhi.

Non subito. Mi serve tenerli strappati per poterti guardare.

Storia di un risveglio come tanti. Di vino che ubriaca sempre meno di una pelle sconosciuta. Storia di Lei e di Lui che non potevano e proprio non dovevano. 
Ma si svegliarono insieme.

Marmellata di ciliegie e pane tostato per colazione?

No, è cuore che scoppia e cola, l’ho raccolto dentro a quel vasetto. Buona colazione, “amore”.


Silvia 21/04/2010

sabato 17 aprile 2010

X secondi d'inconsapevole felicità.

Catania 17 aprile 2010

E tu chi sei?
Un mercante.
E di che?
Di tutto.

giovedì 15 aprile 2010

Io sto con Emergency, e tu?


“Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale.
Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani. Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso”.

lunedì 12 aprile 2010

Senza Post(o).

Pare che scrivere talvolta sia un mestiere troppo duro. Pare che devi prendere qualcosa di te e metterla nero su bianco. Pare che se quel qualcosa che prendi di te è senza colore tra le righe non si legge ché rimane bianco su bianco e il foglio non si fa casa di parole e quelle restano alla porta a inveire e scalpitare e bussare e gridare e strepitare e piangere pur d’entrare e non entrano.
Non entrano.

Rimanete a danzare il vostro tip tap presuntuoso sulla tastiera. Battete pure i tacchi, ma fatelo piano, dimenatevi con leggerezza, ché io non lo sopporto il modo in cui mi disturbate certe volte.

Ho da battere i tacchi per vivere, io. Voi solo per danzare.

Perciò vi ignoro e voi, perdio, fate lo stesso.

Silvia.
12/04/2010

mercoledì 7 aprile 2010

La perfezione del numero Due. Riflessione semiseria sul desiderio e sull’amore.


Catania 7 aprile 2010

"Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine. Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato". (Erri De Luca).





sabato 3 aprile 2010

Cosa farò da grande.


Catania 2 Aprile 2010

Dicono che questa è la prima generazione di trentenni che sta peggio dei loro genitori. Senza andare troppo lontano, mio padre alla mia età aveva già il suo bel posto all’Ausl. Mia madre non era messa tanto bene lavorativamente ma aveva scelto di darsi alla nobile arte della procreazione e di lavorare dopo, quando i suoi figli avrebbero iniziato a masticare non solo pappine ma anche cannellini di zucchero (rinomatamente duri come le pietre).

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